“I soliti comunisti!”.”Ma cosa vogliono di più!?”.”Aquilani irriconoscenti!”. Sono queste le frasi che quasi a incidere una sorta di dico rotto, assillano la popolazione del capoluogo che protesta e alza la voce (non tutta a dir la verità).
Mi riferisco, ovviamente, alla gente che mercoledì 16 giugno, ore 15, si riunirà presso la villa comunale per manifestare il proprio dissenso alla manovra correttiva delle agevolazioni fiscali per la zona del cratere (nello specifico l’articolo 39).
È una manovra che, socialmente ed economicamente, dà il colpo di grazia ad una città in crisi già prima del 6 Aprile.
I cittadini aquilani dovranno ricominciare a pagare le tasse dal prossimo 1 luglio dopo appena 16 mesi di sospensione: si parla di un pagamento del 100% in sei mesi delle tasse relative al 2009 e del pagamento delle tasse dei primi sei mesi del 2010 entro fine anno. A pagare i conti più salti sono paradossalmente i pensionati e i dipendenti pubblici; questi ultimi si vedranno sensibilmente ridotta la busta paga. La proroga delle agevolazioni in materia fiscale è prevista esclusivamente per lavoratori autonomi e imprenditori con volume d’affari (cosa ben diversa dal reddito!) non superiore ai 200 mila euro. In più la beffa del pagamento dei mutui per abitazioni in questo momento ancora fatiscenti.
Trasatti, segretario provinciale della CGIL denuncia un possibile rischio evasione da parte di quelli imprenditori che saranno inevitabilmente tentati a ritoccare qua e là i conti per non superare le fatidiche 200 mila euro (niente male per un governo che si proclama oppositore all’evasione fiscale tranne qualche piccola eccezione: vedi scudo fiscale e probabile condono edilizio).
È da ribadire, per chi non lo sapesse ancora che l’Aquila e l’intero Abruzzo colpito dal sisma subiscono un trattamento completamente differente rispetto alle regioni Umbria e Marche colpite dalla medesima tragedia nel 1997( seppur con danni pari a 1/3). In quei casi la sospensione dei pagamenti si prolungò per due anni con il pagamento del 40% della somma dovuta dilazionata nei successivi 12!.
Per l’Abruzzo sono stati stanziati 5,8 miliardi di euro più 4 miliardi sottratti ai FAS (fondo per le aree sottoutilizzate) e 470 milioni dell’Unione Europea; Umbria e Marche, con un terzo degli sfollati aquilani, hanno goduto di stanziamenti pari a 7,7 miliardi di euro!
A fronte di questi dati è evidente che le persone che protesteranno il 16 giugno non sono dei bifolchi comunisti mangiabambini ma solamente delle persone dotate di dignità, orgoglio e senso critico: qualità, “a conti fatti”, non proprio così comuni.
Gianluca D’Amico

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