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06/10/11

Amanda Knox è libera: la reazione dell’opinione pubblica inglese.

Sulla Cresta dell'Onda torna sul Polipo. Lo fa grazie alla corrispondente da Londra Carolina che, appena trasferitasi a Londra per studiare giornalismo, ci racconta come l'opinione pubblica inglese ha vissuto la recente sentenza che ha concesso la libertà ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Carolina é anche autrice del blog in inglese "WHAT'S GREAT ABOUT ITALY" e del blog "LONDON'S CALLING: LONDRA CHIAMA".

“So, what’s news today?” , ha chiesto, come di routine, la mia insegnante di giornalismo alla City University di Londra. Tutti abbiamo risposto: “Amanda Knox è stata liberata”.
Il caso Kercher ha goduto di una forte copertura mediatica: come hanno suggerito i miei insegnanti, con due belle ragazze provenienti da due dei paesi più ricchi e più avidi di notizie del mondo, il successo è assicurato. “Forza allora, alzate le mani: lo ha fatto?”,ha continuato la mia professoressa. Un gran numero di mani alzate. “Non lo ha fatto?”. Un timido gruppo di mani si alza. Molti indecisi non le alzano neanche.
La notizia della liberazione di Amanda Knox ha sconvolto l’opinione pubblica inglese:una sentenza così diversa dal primo verdetto non se l’aspettava nessuno.
Foto di Carolina Are
I dubbi sull’innocenza di Amanda sono tanti, quasi quanto quelli sul giusto operato della polizia italiana. “Chi è italiano qui dentro?”, ha chiesto un mio professore. Alla mia alzata di mano, la prima cosa che mi ha chiesto è stata: “Credi che la polizia italiana abbia delle responsabilità in questa vicenda?”.
E’ impossibile dare una risposta certa, ma il senso d’ingiustizia che percepisci quando parli con le persone è palpabile. Senti aleggiare qualcosa che non va, la consapevolezza che tutto non stia filando liscio.
“Mi fa davvero male pensare alla sua famiglia.E molti dettagli sono così strani che è impossibile credere pienamente alla sua innocenza”, mi ha detto una mia amica.  “Già, e poi perché ha cambiato la sua versione così tante volte?”, ha continuato un mio compagno di corso.
La figura mediatica di Amanda Knox sembra irritare moltissimo gli inglesi. Se alcuni giornali hanno titolato “Una Amanda in lacrime lascia il carcere” altri hanno preferito parlare di una “Beaming Amanda”, una Amanda sorridente, splendente: tutti prevedono che diventerà una celebrità. Il proprietario dell’edicola dove ho comprato il giornale oggi mi ha detto: “La cosa più ingiusta è che adesso lei tornerà in America e farà un sacco di soldi, mentre alla sorella, alla madre di Meredith non andrà proprio niente”.
I giornali inglesi oggi speculano su quanto Amanda guadagnerà, mentre i tabloid parlano di una “Foxy Knoxy” (Knox la volpina, soprannome nato dalle sue capacità seduttive) tormentata dal fantasma dell’amica morta.

Foto di Carolina Are
“Give our girl justice too”, “Fate giustizia anche per la nostra ragazza”, titolava mercoledì mattina il Daily Mail. Il quotidiano inglese utilizza un tono molto ironico per illustrare l’operato della polizia. La nostra unità scientifica è considerata molto superficiale ed obsoleta.
Nel chiedere cosa sentissero dopo la notizia del rilascio, ho trovato due tipi di persone: gli informati e i disinteressati. Se tutti gli informati con cui ho parlato sembravano convinti della colpevolezza della Knox e si dicevano scettici riguardo al verdetto, i disinteressati non sapevano neanche chi la ragazza fosse. Non ho percepito ostilità nei confronti dell’Italia o del nostro sistema giudiziario: ho soltanto sentito analisi critiche e obiettive (che noi dovremmo fare più spesso) o piatto disinteresse.
Quello che è certo è che la cronaca di questo evento non finirà qui: i giornali Inglesi, forse i più taglienti e letti del mondo, non si lasceranno scappare una storia del genere. Il dramma della morte di una ragazza, una bella sospettata, un mistero praticamente irrisolto: gli elementi sono ancora tutti qui per suscitare interesse nei lettori.
                                                                  dalla nostra inviata Carolina Are

Seattle Times Sulla Corsa Dei Media e Sulle Dichiarazioni Del Giudice Claudio Pratillo Hellmann Riguardo La...

14/06/11

Giornalismo investigativo...intervista dal Pakistan


Torna "sulla cresta dell'onda, Intervista.


Uno degli esempi che descrive bene come l’investigazione non sia solo quella criminale ma si inserisca anche in altri ambiti, è il giornalismo investigativo. La nascita del giornalismo investigativo viene fatta risalire al 1721 in Inghilterra e successivamente si propaga in quasi tutto il mondo. Come ad esempio in Pakistan che è salito alla ribalta della cronaca anche per la recente uccisione di Osama Bin Laden. Qualche articolo scorso abbiamo cercato di descrivere la situazione della libertà di stampa in Italia, ma com è la situazione in Pakistan? Quali sono i rischi che corre un giornalista investigativo in Pakistan?
Ce lo racconta Malik Ayub Khan Sumbal, giornalista investigativo pakistano, in un’intervista concessa a noi de il Polipo.


Malik Ayub Khan Sumbal
Dove è nata la tua voglia di diventare giornalista investigativo?
E’ stato il carisma di una firma che ha fatto molti scandali e scoop, che ha un vasto pubblico e che mi ha fatto diventare giornalista investigativo. Inoltre, l’area in cui sono nato era influenzata da sistemi feudali che avevano un forte comando sulle persone. C’è molta mafia e corruzione, della polizia, dei funzionari del dipartimento delle entrate (DCO) e tutti gli altri; nessuno può alzare la voce contro di loro così questo mi ha avviato verso la professione di giornalista perché solo in questo modo posso parlare senza mezzi termini contro tutti i mali ed i peccati.
Un articolo sull'azione della DCO

Come viene svolta un’investigazione giornalistica?
E’ un compito difficile diventare un giornalista investigativo in un paese come il Pakistan. Il giornalista investigativo deve raccogliere tutte le informazioni, i documenti, le cifre ed i fatti.
Qual è l’investigazione che più di tutte ti ha creato problemi?Sei mai stato minacciato?
Sono stato minacciato e ho ricevuto molte telefonate come recentemente, mentre stavo lavorando sulla mia storia che riguarda nomine illegali alla PTV. Comunque in Pakistan, chiunque si trovi ad investigare il potere militare deve affrontare molti problemi.
Qual è la situazione della libertà di stampa in Pakistan?
La stampa è libera in Pakistan, tuttavia gli stessi media sono diventati una mafia. I media non sono obiettivi ed i magnati spargono sensazionalismo anche se con i loro sporchi interessi mandano in rovina la società.
Quanta influenza hanno i mass media sui cittadini pakistani?
I media pakistani sono influenti ma metteno il loro potere in attività illegali e portano i cittadini sulla strada sbagliata.
Che distanza esiste tra i giornali nazionali e locali in Pakistan?
Ci sono solo pochi giornali nazionali, tuttavia la stampa locale non ha importanza ed il suo valore è nullo.
Ci sono ribellioni in Pakistan da parte dei cittadini contro l’illegalità?
No perché ormai sono abituati.
Qual è stata la reazione della stampa alla morte di Osama Bin Laden?
La stampa pakistana segue l’agenda mondiale e non ha più una propria idea ed una propria politica.
Qual è l’opinione dei pakistani nei confronti dei giornalisti?
La popolazione pakistana rispettava il giornalismo ma non ora, a causa del suo ruolo sensazionalistico.
Che cosa hai imparato dal tuo lavoro?
Che il Pakistan non è posto per giornalisti onesti e leali.


Ringrazio Malik per la bella intervista che ci ha aperto una finestra sul mondo.


                                                                                                                      lorenzo p.


26/04/11

IL PIU' GRANDE COPIONE DI GERMANIA E LA SUA CADUTA DA GOLDEN BOY DELLA POLITICA



Prosegue il viaggio di "SULLA CRESTA DELL'ONDA" e lo fa cominciando una collaborazione con un' altro inviato che questa volta ci descriverà il modo in cui la Germania ha accolto le vicende del ministro della difesa Guttenberg che copiò una tesi di dottorato. Questa storia ci permetterà di comprendere come i tedeschi hanno vissuto davvero  questa esperienza.Diamo   il benvenuto a Jil, di madrepatria tedesca, studentessa a Londra. Vi segnalo il primo nostro post sui suoi blog (http://theultimatelimit.blogspot.com/  e  http://jillymausi.wordpress.com/2011/04/25/)

Il primo Marzo 2011, il politico più popolare di Germania, Karl-Theodor zu Guttenberg del ‘Christian Democratic Union Party’ , rassegnò le sue dimissioni dopo che fu accusato di plagio per la sua tesi di dottorato.
Insomma, Guttenberg copiò più del 76 % della sua tesi da siti internet e libri senza menzionarli nella tesi stessa.
(Wikia 2011) Di conseguenza, l’Università di Bayreuth gli tolse il titolo accademico. Il Dr zu Guttenberg non era più ministro della difesa e nacque ‘zu Googleberg’. (TAZ 2011) Il risultato della sua vergognosa uscita, è che la Germania ha discusso di plagio (più che mai) e ha dubitato dei valori della società accademica.
La cancelliera Merkel una volta disse che la Germania era “ La Repubblica dell’educazione e della cultura” e “la terra delle idee”. (Welt 2011) Molti accademici e studenti di dottorato discutono sulla scia di uno dei più grandi scandali politici.
Perché i tedeschi sono fissati con i dottorati ed è giusto che Guttenberg diventi il simbolo del plagio?
La Germania sta cercando di far prevalere il suo noto prestigio accademico. La pressione per prendere un dottorato in Germania è enorme. Con un dottorato si può guadagnare di più, fare il lavoro sognato e diventare parte dell’elite accademica. E’ un fatto comune che i datori di lavoro tedeschi richiedono il grado di dottorato per certe posizioni. “Le ragioni per acquisire un titolo di dottore sono diverse. Oggigiorno, le tesi di dottorato tedesche sono scritte opportunisticamente: per un medico oppure per un architetto, il titolo è essenziale come per un chimico o un farmacista, i dottorati sono divenuti una parte non ufficiale della loro formazione. Inoltre, in molte aziende solo gli avvocati o persone con MBA (diploma di dottore in amministrazione aziendale) ricevono incarichi di management”. (The Local 2011) Con il titolo di “Dr” di fianco al tuo nome, puoi guadagnare il 15% in più rispetto ad uno che quel titolo non ce l ha ed il rispetto e la credibilità che vi è allegata, sono troppo importanti per poter perdere quel titolo”. Un’indagine del 2001 ha rivelato che in Germania il 58,5% dei dirigenti ha un dottorato rispetto all 1,3% negli USA. Eppure il numero di persone che prova ad intraprendere un dottorato è quasi simile ( tedeschi 1,3%, americani 1,5%). Questi dati suggeriscono una tendenza in base alla quale i dottorati tedeschi stanno diventando poco più che pubblicità per fare carriere, al contrario della ricerca autentica destinata ad intraprendere ulteriori conoscenze”. (The Guardian 2011) Per esempio a confronto con il Regno Unito, dove le persone con dottorato tendono ad essere discrete, i tedeschi usano il loro dottorato come parte del loro nome. Potrete vedere la sigla “Dr” nelle loro carte intestate, nel loro campanello, nei loro passaporti, nei loro indirizzi e-mail e così via.
In un sondaggio della ARD television ad oltre il 74% degli intervistati interessa poco che Guttenberg ha imbrogliato per prendere il titolo “Dr”. Un gruppo di sostegno su Facebook che conta circa 500.000 sostenitori gli chiede di tornare in politica. (Yahoo 2011) Dopo aver rinunciato al dottorato il 72% ritiene che il problema sia risolto, mentre solo il 24% ha chiesto le sue dimissioni. (Die Presse 2011) La maggior parte di questo 24% è sicuramente composto da persone che lavorano nel campo accademico. Gli accademici hanno sostenuto che Guttenberg ha offuscato il valore del mondo accademico ed hanno chiesto le sue dimissioni attraverso una lettera aperta inviata alla Cancelliera Merkel.
Essi sono furiosi del fatto che lui abbia plagiato in modo così evidente e pensano che lui abbia preso il suo dottorato solo per guadagnarsi rispetto nella società. Oltre 7.000 tra professori e dottorati hanno firmato questa lettere chiedendo le sue dimissioni. I fans di Guttenberg hanno condannato questa iniziativa dicendo :”Tutti abbiamo sbagliato, siamo umani”.
Guttenberg non è certo la prima persona accusata dall’opinione pubblica di plagio e non sarà certo l’ultima. Perché questo caso ha creato molta attenzione? Egli è il politico più glamour e ha portato un sacco di voti al suo partito alle elezioni. E’ stato pericoloso per l’opposizione e molti pensano che possa essere il prossimo Cancelliere. Fino a poco tempo fa aveva un’immagine perfetta agli occhi dell’opinione pubblica. I critici dicono che ora lui vive una vita con un doppio standard morale- sostiene di avere valori e principi ma poi plagia nella sua tesi di dottorato. “ Lui, che sembrava una persona che incarnava perfettamente valori conservatori, li ha violati”.
Tali valori erano “sincerità, credibilità, essere un esempio, orgoglio per le proprie realizzazioni, rispetto per la proprietà intellettuale di altri e molti altri valori che vanno ben al di la del mondo accademico”. (Spiegel 2011) La Cancelliera Angela Merkel ha provato a difendere Guttenberg affermando che egli è un ministro della difesa non un assistente di ricerca. “La merkel non si è solo comportata in modo vergognoso nei confronti del mondo accademico tedesco. Lei non ha fatto niente di meno che abbandonare il fondamento conservatore di valori. Ha perso la bussola morale”. (Spiegel 2011) Il prof. Weber-Wulff è un professore tedesco ed un esperto in plagio. Lei pensa che la radice del problema sta nei requisiti di assunzione tedeschi. Le migliori aziende non assumono qualcuno senza un dottorato per certe posizioni e ciò crea molto pressione. In ultima analisi, questa situazione porta le persone a prendere il dottorato per il motivo sbagliato. “In recenti casi di studio (sul plagio) gli studenti dicevano, ‘Si? Qual è il problema?’ Stanno perdendo il punto fondamentale della formazione, dell’istruzione. Essi pensano di dover avere una laurea e la Germania è completamente focalizzata su questo. Alla gente non importa se hanno competenze associate, devono solo avere una laurea. Questo un vero e proprio problema tedesco, perché negli USA ad esempio, se hai le capacità e nessun grado, va bene. Ma in Germania devi avere quel pezzo di carta che la gente prende senza interesse. (The Local 2011) Il prof. Theisen combatte il plagio da circa vent anni. Egli crede che le persone come Guttenberg, oggi più che mai, scrivono un dottorato per far parte di una società d’elite.
In conclusione, voglio avanzare la voce della maggioranza della popolazione tedesca. Hermann Bauer è uno di quel 74% che supporta Guttenberg. Bauer crede che in Germania l 80% delle tesi di dottorato abbiano elementi di plagio se venissero analizzate nello stesso modo in cui è stata analizzata quella di Guttenberg. Qualcuno come Bauer fa luce sull’esistenza di una doppia morale e sul perché l’obbligo dei titoli di dottorato è diventato surreale.
Guttenberg ha rassegnato le sue dimissioni e la Germania è ancora in disaccordo con la sua partenza. Molti pensano che è ingiusto ed inutile per lui dimettersi ma per altri era il minimo che lui potesse fare dopo essere a causa del plagio. Ad oggi, è in attesa del processo penale per il suo reato di plagio. Nel frattempo la bella moglie ha sfidato i critici e sta continuando a sensibilizzare gli sforzi caritatevoli. Ma non importa quello che noi tedeschi pensiamo o vogliamo per Guttenberg, una cosa è certa, egli tornerà e allora sarà più grande che mai.

                                                                                                                
                                                              By Jil Dallmayr

18/03/11

"PRAY FOR JAPAN"- PREGHIAMO PER IL GIAPPONE

Torna "sulla cresta dell'onda", la nostra inviata studentessa a Cardiff di madrepatria bulgara ci racconterà come la Bulgaria aiuta il Giappone in questo momento di grande difficoltà.
English version on: entra nel sito in inglese

Tutti sappiamo del Giappone e della sua recente tragedia. Comunque, per coloro (per vari motivi) che non sanno- Secondo un recente report dal sito della BBC, “Pochi giorni dopo il grande terremoto di magnitudine 9 che ha provocato uno Tsunami devastante venerdì 11 marzo, centinaia di scosse hanno continuato a far tremare il Giappone” . Questa grande tragedia ha sconvolto il mondo in un modo che nessuno può immaginare. Perfino un piccolo paese Europeo come la Bulgaria ha deciso di intraprendere un’iniziativa per aiutare il Giappone. Il 17 marzo 2011 il governo bulgaro ha deciso che sta per inviare coperte come aiuto umanitario al Giappone. In un incontro privato il primo ministro Boyko Borissov ha affermato che lui e Kristalina Georgieva ( commissario per la cooperazione internazionale, aiuti umanitari e di risposta alla crisi) sono in costante contatto al fine di agire rapidamente e di inviare gli aiuti umanitari al posto giusto il più presto possibile. Ha anche aggiunto che il governo è pronto a supportare i cittadini giapponesi perché è un dovere internazionale e in questo momento ogni paese, non importa la sua posizione dovrebbe dare il proprio contributo. Il nostro commissario Kristalina Georgieva ha anche affermato che il Giappone ha bisogno di coperte, materassi, acqua minerale e contenitori per mantenere le bibite fresche. Secondo gli ultimi dati della commissione europea, mezzo milione di persone sono sistemate in alloggi provvisori e circa 1,4 milioni di persone sono senza acqua e 900mila senza elettricità. Il Ministero degli Affari Esteri fa appello alla Bulgaria per mostrare solidarietà con il Giappone e la sua gente. Per questo motivo diversi conti bancari sono stati aperti al fine di aiutare le persone a superare la crisi.


L’unica cosa che possiamo fare per ora è “PREGARE PER IL GIAPPONE” che è lo slogan dell’ultima campagna sviluppata in aiuto del paese asiatico. Diverse pop star hanno contribuito tramite lo sviluppo di campagne per proprio conto, Lady Gaga , per esempio, ha creato un "Earthquake Relief Wristband" con cui è possibile mostrare il sostegno e anche aggiungere una ulteriore donazione. Quindi pensaci puoi trovare un’idea sorprendente su come salvare il Giappone, e se lo fai, credimi farai la differenza!


Stay positive!

Ciao

                                                                                                                             NORA

26/02/11

La vita è bella…come vedono l’Italia i giovani bulgari?

Ciao Amici :)

Prima di tutto, vorrei presentarmi, da adesso faccio parte del nostro nuovo team Internazionale. Mi chiamo Nora e sono originaria della Bulgaria. Adesso sto studiando Giornalismo, Cinema e Media all’Università di Cardiff e quest’anno sarò laureata. Scriverò e pubblicherò articoli e storie basandomi sull’esperienza nel mio paese nativo (Bulgaria, nel caso ve ne siate dimenticati) e nel Regno Unito in cui ho passato gli ultimi tre anni.

Dedicherò questo primo pezzo all'Italia e vi racconterò di più su come i giovani Bulgari vedono questa nazione. Per fare questo, ho fatto una ricerca informale tra alcuni miei amici. Ho fatto loro una semplice domanda: qual è la prima cosa che ti viene in mente quando dico “Italia”? A essere onesti alcune risposte mi hanno sorpreso un po’… . Così in sequenza: Sofia Loren, Roma, il cibo, le donne , il calcio, Monica Bellucci (la più bella donna del mondo secondo me), Romeo e Giulietta ( ho accettato anche se non è una sola parola), la pasta, l’architettura, loud people/mad italians (questa è la mia preferita :)) ed infine il Colosseo. Ed ovviamente, pizza (che mi ha un po’ annoiato come dicono tutti). Fate davvero la migliore pizza del mondo? Non lo posso dire perché sono stata a Venezia e Verona ma non ho mai mangiato la pizza. Questo è un peccato…ma comunque. Il punto è che nessuno dei ragazzi intervistati da me ha detto nulla di male sull’Italia, tutti hanno condiviso bei ricordi e le esperienze delle loro vacanze e tutti stavano la a raccontare storie diverse. Quindi praticamente, i ragazzi bulgari vi amano! Il mio film preferito è “La vita è bella” e l’ho visto quando avevo 12 anni…da allora è il film che vorrei raccomandare a tutti! Sono innamorata dell’Italia e del suo cibo, della sua brillante architettura, dei suoi costumi e tradizioni, della lingua e ovviamente degli italiani che parlano usando le mani (facendo gesti divertenti) al fine di esprimersi meglio! Penso sia fantastico!

Bene…penso che sia tutto…almeno per ora! Vi terrò aggiornati con interessanti informazioni sul mio paese e su temi di attualità internazionale…o forse su alcune cose che ritengo particolarmente interessanti!

Ciao :) I hope you have enjoyed my first article!

Baci xxx

                                                                                                                                            NORA

24/02/11

L'ESPERIENZA ITALIANA DI UNA RAGAZZA FRANCESE

Vediamo un esempio di come viene ospitata una ragazza francese in Italia, quali cose apprezza, quali situazioni le vanno contro, ed ascoltate il confortante augurio che ci fa!! Un ringraziameto a Clémentine che si è prestata a questa intervista improvvisata ma utile a suscitare alcune discussioni. Grazie.


Come ti chiami, quanti anni hai,di dove sei, che università frequenti?
E' l'ora dell'intervista
'Mi chiamo Clémentine Blayo, ho 22 anni, sono francese, di St-Malo e sono a City University a Londra'.

Quanto tempo hai studiato in Italia e dove?
'Non ho mai studiatio in Italia.Ho fatto la ragazza alla pari a Padova per due mesi e mezzo. Tuttavia, ho provato a lavorare. Volevo fare il master di Conduttore radio all’università per studenti stranieri di Perugia. Non sono stata accettata per il grande motivo che non risiedevo in Umbria! E questa è un’università per stranieri! Grande!'

Com’è stato il primo impatto con la cultura italiana?
'Conoscevo già più o meno la cultura italiana siccome ho dei cugini che sono di Napoli. Poi, ho un sacco di amici italiani che ho incontrati quando ho fatto l’erasmus all’Università di Reading in Inghilterra. Quando sono in Italia, mi sento a casa, mi piace tutto, il paese, il tempo, i paesaggi, l’ambiante, il cibo, la gente, gli uomini, la lingua, tutto (tranne Berlusconi e come si organizzano i media).'

Raccontaci la tua esperienza lavorativa italiana.
'La mia esperienza è stata bellissima, sono rimasta in una famiglia veramente figa con cui sono rimasta in contatto (infatti, loro vengono la settimana prossima a Londra per una settimana). Mi occupavo di 3 bambini durante le settimane e poi il weekend andavo da qualche amici in una città differente ogni volta. E’ stato difficilissimo partire dopo questi quasi 3 mesi che sono stati fantastici.'

Come viene vista la situazione attuale italiana da una ragazza che studia giornalismo? Mi riferisco agli scandali di Silvio B.
In classe di International News, si riferisce spesso alla situazione italiana che è veramente ridicola se fai il paragone con le situazioni di altri paesi. Quindi, per riassumere, ridono tutti subito quando si parla dell’Italia. Nessuno crede che ci sia un’oncia di serietà nella politica italiana.

Facci un saluto e un augurio che ne abbiamo bisogno....
Vi auguro che il giudice del processo di Big B non sia corrotto!

Questo é solo un assaggio di quello che potrà offrirvi la nuova ed innovativa rubrica "SULLA CRESTA DELL'ONDA", un luogo in cui scopriremo storie di diverse nazionalità che devono essere conosciute perchè le problematiche di uno sono le problematiche di tutti !!
(ringrazio ancora Clémentine per la sua disponibilità)

                                                                                                                                     lorenzo p.
                                                                                                                   

28/12/10

ON THE CREST OF THE WAVE

ENGLISH VERSION:


‘Diary of a request Siena necessary but not sufficient'

Siena: a little town of about 60,000 residents, most of which are students moved there with the desire of finding a better reality than the one just left behind.
This students are among the first to close the ranks of the protest, in order to demonstrate against the plan of the Ministry of Education Mariastella Gelmini to cut the school's funds.
The protests, all over Italy, have achieved

19/12/10

SULLA CRESTA DELL'ONDA

Diario senese di una richiesta necessaria ma non sufficiente Il Liceo Scientifico “G.Galilei” di Siena occupato dagli studenti in protesta contro il DDL Gelmini

Il rinvio al Senato del DDL Gelmini a dopo il voto della fiducia al Governo del 14 Dicembre, aveva acceso in ogni studente una speranza in più per il proprio futuro; un futuro preso troppo spesso di mira dalle speculazioni di questo o quell’altro governo, su cui è facile intervenire a “suon di razionalizzazioni”, sebbene ci sia poco di razionale nel tagliare l’unica risorsa, quella dell’istruzione, che rappresenta l’avvenire di un paese intero.
Anche qui, nella nostra piccola realtà senese, gli studenti si sono sentiti in dovere di fare qualcosa.
Così, giovedì 9 Dicembre, quella che era nata come un’assemblea informativa con tanto di autorizzazione da parte del Preside, si è trasformata in una vera e propria occupazione.
I motivi che hanno spinto i ragazzi ad agire con tale avventatezza sono chiari, ma forse non abbastanza per chi ha assistito alla protesta dall‘esterno: i ragazzi del liceo hanno protestato per difendere il loro immediato futuro, perché tra pochi anni anche loro dovranno fronteggiare i tagli alle borse di studio,la chiusura dei corsi che frequentano o tasse esorbitanti, che spingerebbero le famiglie ad indebitarsi ancora più di quanto non lo siano già.
Forti di queste motivazioni, e del loro diritto a protestare contro un Governo che sembra essere sordo e cieco solo nei confronti dei cittadini, specie i più giovani, i ragazzi del liceo si sono riuniti per ore all’interno dell’Aula Magna, ricevendo minacce dal Preside e confrontandosi più di una volta con la Digos, che intimava loro l’abbandono immediato della scuola.
Ma una volta calato lo striscione “GALILEI OCCUPATO” le intenzioni degli studenti erano oramai evidenti a tutti,anche al Preside, che di fatti ha subito provveduto a staccarlo.
Presto, con l’imperversare della notte che quei pochi temerari si accingevano a trascorrere all’interno della scuola, i ragazzi avrebbero dovuto affrontare un altro problema: l’irruzione della Digos con le forze dell’ordine, che hanno schedato tutti gli studenti intervenuti, presentando poi alla Questura una notifica sull’accaduto.
I ragazzi, irremovibili, hanno passato la notte organizzando le commissioni da tenere il giorno seguente, (con tanto di esterni, iniziative per la scuola e lezioni informative sugli attuali provvedimenti del Governo ). Il tutto è avvenuto nel pieno rispetto da parte di ogni singolo alunno nei confronti della scuola. Purtroppo, dopo una mattinata dove la maggior parte degli studenti aveva risposto positivamente all’ iniziativa di protesta, in tarda serata è arrivato il responso da parte del Preside, dopo l’invito al dialogo da parte dei Rappresentanti d’Istituto: l’esito è stato prevedibilmente negativo, tanto che chi si trovava ad occupare la scuola, ha dovuto immediatamente abbandonarla, se non voleva essere denunciato dal suo stesso Preside.
Dopo la delusione, però, anche la beffa. Gli studenti infatti hanno dovuto apprendere da un noto giornale locale che 23 di loro avevano comunque ricevuto una denuncia; notizia infondata, ma spiacevole da leggere per chi ha abbandonato la protesta proprio per evitare di sostenere conseguenze penali.
I ragazzi del liceo che, come se non bastasse, dopo pochi giorni hanno assistito alla fiducia del governo Berlusconi, stanno continuando a mobilitarsi e a protestare, spesso insieme al mondo universitario, per dimostrare a tutti e anche a loro stessi che, per quanto lottare contro chi ha nelle mani il potere sia difficile e sfiancante, ne vale la pena; prima di tutto per conservare intatta la propria dignità di studente e di cittadino. Questo, per far udire la sua voce alla classe dirigente(che lo dovrebbe rappresentare!) è costretto ad alzarla, ricorrendo a mezzi anche del tutto opinabili, ma sicuramente necessari per far valere diritti troppo spesso calpestati.

                                                                                                                                  ELIZA G.

10/12/10

NUOVA IDEA PER TENERVI INFORMATI !

Abbiamo pensato....perché non tenere informati gli studenti aquilani e non, sulle varie situazioni, fatti di cronaca, storie di vita e molto altro, che accadono al di fuori della nostra regione??? Abbiamo così aperto la nuova rubrica "SULLA CRESTA DELL'ONDA", un luogo in cui i nostri inviati potranno raccontare le notizie che é indispensabile sapere. Perché il mondo non finisce in Abruzzo e tutti voi avete bisogno di essere informati su tutto. Presto il Polipo parlerà anche in inglese e avremo l'opportunità di sapere cosa accade oltre i confini italiani grazie alla collaborazione con ragazzi stranieri con cui stiamo avviando delle collaborazioni. Stiamo lavorando per voi, nel frattempo... diamo il benvenuto alla senese Eliza.

                                                                                                                             IL POLIPO

SULLA CRESTA DELL’ONDA

‘diario senese di una richiesta necessaria ma non sufficiente’

Siena:una piccola città di circa 60000 abitanti, molti dei quali studenti trasferitivisi con il desiderio di trovare una realtà migliore di quella che si sono lasciati alle spalle.
Eppure sono proprio loro i primi a serrare le file della protesta.
Ebbene sì, anche la piccola realtà senese si sta mobilitando contro il DDL Gelmini, appena approvato alla Camera ma non ancora al Senato; ed è per questo che la maggioranza degli studenti,medi e universitari, ha deciso di unirsi alle proteste che si stanno diffondendo a macchia d'olio in tutta Italia.
Il Rettorato,già nelle mani degli studenti da settimane, è diventato ormai la sede prescelta nonchè fulcro dell'organizzazione della protesta senese che in questi giorni ha organizzato manifestazioni itineranti nel centro storico,vari blocchi del traffico e una fiaccolata simbolica avvenuta pochi giorni fa. La consistente partecipazione alle varie iniziative ha spinto gli "incandescenti animi senesi" ad osare ancora di più, così che già da giovedì 9 varie scuole superiori,primo tra tutti il Liceo Scientifico Galilei, daranno il via all'ondata di occupazioni che si dovrebbero protrarre sino al 14, giorno fatidico della "fiducia" al governo Berlusconi.
Gli studenti, sicuri del loro diritto di protesta, organizzeranno durante l'occupazione commissioni atte non solo ad informare dettagliatamente i propri coetanei sulla realtà che così da vicino li riguarda, ma anche a produrre documenti ufficiali con proposte alternative e progetti riguardanti la scuola.
I sentimenti dell'intero mondo studentesco, ferocemente colpito dagli sconsiderati tagli (tanto ai fondi scolastici quanto al proprio futuro) stanno imperversando nelle scuole, alimentando la consapevolezza,la rabbia e la voglia di combattere per il proprio futuro di ogni studente.
Perciò attenzione: anche a Siena "L'onda è tornata"!.

                                                                                                                         ELIZA G.