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01/11/12

Università dell’Aquila: a quasi quattro anni dal sisma ancora lezioni in tenda


Sul sito internet dell'Università si legge: "La Tensostruttura è destinata ad ospitare manifestazioni e attività istituzionali (convegni, incontri, ecc.) e di Dipartimento"
Nel sisma del 6 Aprile 2009 accentuato da negligenze, imprudenze ed imperizie, a crollare sono stati i centri più importanti del potere economico, politico e sociale. E’ crollata la prefettura, l'ospedale, sono crollate le scuole, é crollata la scienza. Oggi però, vorremo parlarvi del crollo dell’Università, che è stato si fisico, ma anche organizzativo.
Lo faremo affrontando la questione dei ragazzi che a quasi quattro anni dal sisma, sono costretti a seguire lezioni universitarie in tenda.
Nell’aria sembra ci sia una presa di posizione netta di quello che da molti viene definito “il baronato”, secondo cui a dover sopravvivere e ad avere tutto a disposizione debbano essere solo alcuni corsi di laurea.
La storia che vi racconterò oggi, sarà quella dei ragazzi del primo anno del corso di laurea in scienze biologiche. Ragazzi che hanno puntato sull’Aquila terremotata e sull’Università terremotata e che si ritrovano in più di 400 in un tendone che potrebbe accogliere un numero molto inferiore di persone. Per di più senza banchi dove aver la possibilità di poter prendere appunti e nel periodo invernale é indispensabile avere il cappotto ben stretto perché fa molto freddo.
Ho intervistato chi questa situazione la sta vivendo, Massimiliano Aschi  Professore associato di Chimica Generale ed Inorganica e la Professoressa Giordana Marcozzi  Presidente del Consiglio di Corso di Studi in Scienze Biologiche.
Essi ci daranno un loro punto di vista sulla questione in particolare e su quella generale.

Lezione in tenda: <<Le lezioni  “in tenda” a parte nell’immediatezza del terremoto,  non sono continuate . L’unica, o almeno una delle poche strutture a tenda rimasta in ateneo è la TENSOSTRUTTURA. Ed il motivo per cui essa ancora ‘sopravvive’ è proprio l’incremento del numero di studenti.
Infatti la tensostruttura doveva essere smontata proprio nello scorso Settembre. Essa era, ed è, una struttura di emergenza e non può rappresentare una seria propaggine della edilizia universitaria. Infatti non è assolutamente idonea a contenere persone soprattutto durante gli inverni aquilani ed è anche poco sicura essendosi verificati furti delle apparecchiature in essa presenti.  In sostituzione di tale struttura proprio  da Settembre è in funzione un nuovo edificio  il Blocco Zero di Coppito, con molte aule, ben attrezzate e di varia capienza. Quest’ultimo è però risultato inadeguato proprio a causa dell’enorme numero degli iscritti e si è tornati alla tensostruttura>>.
Accoglienza e scelte politiche: << Da diversi anni la vocazione di questo ateneo è stata l’accoglienza, politica perseguita con tenacia dal rettore Di Orio. Proprio in questa ottica il nostro ateneo, nello specifico le Commissioni paritetiche, non hanno mai accettato la possibilità di introdurre il numero chiuso in facoltà, che istituzionalmente non lo richiedevano. Questo oggi ci pone nella condizione di non negare a chiunque il diritto allo studio, ma anche di  non riuscire ad offrire un “servizio” adeguato, con il rischio oggi già presente, non solo nel nostro ateneo, di far scadere il livello qualitativo della didattica offerta.
Quanto sopra per specificare che le scelte politiche non dipendono solo dalle singole università, ma piuttosto direttamente dal governo, che taglia i fondi, che permette ai ricercatori di mandare avanti tutti i corsi di laurea di tutti gli atenei italiani e non li paga;  al contrario indice concorsi per professori dove la didattica non conta nulla, mentre apre la docenza anche a livelli accademici inferiori, anche se da dire che molte di queste persone  hanno qualità ed esperienza maggiori di tanti docenti “ufficiali”. Tutto questo senza scadere nel qualunquismo dato che tutti i cittadini lo stanno constatando anche e soprattutto sulla loro pelle in ogni ambito sociale (sanità, trasporti, servizi….)>>.
Tasse universitarie: <<Con il sisma la città ha avuto la necessità di ricostruirsi e di ricostruire sopratutto la città universitaria. Il non far pagare le tasse é stato un grosso aiuto da parte dello Stato. Aiuto che oggi le famiglie, anche quelle fuori del territorio colpito, sfruttano per consentire ai propri figli di accedere ad un livello di istruzione universitario, altrimenti impossibile da raggiungere.
Riteniamo comunque, a questo punto, che sia giusto ripristinare le tasse, per consentire di valutare la situazione nella sua realtà, oggi sicuramente drogata e adulterata da questo fatto. Inoltre ciò dovrebbe consentire un ritorno a numeri più gestibili dal nostro ateneo e comunque ci permetterà di chiarire quale indirizzo prendere>>.

Di certo, l’Università rappresenta uno dei punti fondamentali del tessuto sociale ed economico della città dell’Aquila. E’ quindi importante capire (e la risposta deve venire dalla politica ed in primis dal rettore), su quali corsi di laurea si voglia davvero puntare. Il sisma del 6 Aprile 2009 che, è bene ricordare, anche a causa di negligenze, imprudenze ed imperizie umane fece 309 vittime, è per alcuni aspetti un’occasione da non perdere per far si che L’Aquila, si trasformi in un centro di eccellenze, anche universitarie. E di certo il fatto che studenti di primo anno, che hanno investito sulla città e su questa Università, si ritrovino a fare lezioni in un tendone, non aiuta ad intravedere eccellenze facendo si che i ragazzi abbiano ancora voglia di puntare su questo contesto. Sono quindi necessarie scelte nette, decise e se vogliamo anche impopolari da parte degli organi competenti. Serve anche un pò di coraggio nel prendere alcune decisioni.
Dalle considerazioni dei due professori, si capisce come sia indispensabile studiare l’inserimento del “numero chiuso”, in modo da poter offrire un servizio più efficace. Ma non sembra questo l’orientamento che vuole essere adottato. Infatti, la stessa formula del “numero aperto” viene utilizzata per far fuori i corsi di laurea; come quello di  Scienze dell’Investigazione che, fino a due anni fa era un corso a numero chiuso, poi, diventando  un corso a numero aperto ha portato una grande  affluenza di studenti (circa il triplo rispetto ai tempi del numero chiuso), ed il risultato è stata, inesorabilmente, l’esplosione organizzativa. Il corso di laurea è stato chiuso, con buona pace degli studenti rimasti che possono terminare il loro percorso di studi, ma senza poter seguire lezioni e con la prima sessione d’esame che per questo anno accademico è prevista a febbraio.
Quindi, su cosa si vuole investire davvero? Quale sarà il futuro di alcuni dipartimenti? Di certo, quello che si vede sul sito ufficiale, non aiuta ad intravedere spiragli positivi:



                                                   Lorenzo p.
                                                                         lorenzo.petrilli@libero.it

08/04/11

Abbiamo un sogno: Wireless in tutte le Università italiane...

Una delle principali problematiche che affligge l’ Università italiana, è la diffusione del wireless nelle sue strutture. A risentire di questa carenza, sono maggiormente le università del mezzogiorno. Sulla base di un’indagine condotta nel 2008 dal CRUI ( Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), si evince che, “le università del nord-ovest , riportano una maggiore disponibilità di accessi wireless alla rete rispetto ad altre aree del paese; le università del mezzogiorno, hanno una minore diffusione di questi servizi”. Il 45,5 % degli atenei del centro e, il 57,9 % del sud, hanno copertura wireless in meno della metà delle loro strutture.
WIRELESS INVESTIGATION CRUI
Nello stesso studio, si segnalano aule e biblioteche, come punti strategici per l’implemento del wireless ( il 70% delle università ha sollevato queste priorità).
La maggior parte delle università, ha disponibilità digitale di materiale di supporto didattico e amministrativo, mentre, le soluzioni meno frequentate dalle stesse sono: “la predisposizione di insegnamenti on-line, sostitutivi della didattica in frequenza e, la possibilità per gli studenti di interagire telematicamente con i docenti” (rispettivamente il 46 ed il 52 per cento delle università, erogano questi servizi). La maggior parte degli atenei, ha fondi insufficienti per investire sul wireless (circa il 66% denuncia la mancanza di fondi).
Il 23 luglio 2009, il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta e, il Rettore dell’università degli studi dell’Aquila Ferdinando Di Orio, hanno firmato un protocollo d’intesa, “per avviare un rapporto di collaborazione volto alla realizzazione del progetto ‘UNIVERSITA’ DIGITALE’ ”.
ITALIAN GOVERNMENT AGREEMENT WITH THE UNIVERSITY OF L'AQUILA
L’intesa, ha quattro obiettivi: 1) adottare tecnologie wireless, per il potenziamento di coperture internet dell’intera area dell’ateneo; 2) estendere tale copertura alle residenzialità studentesche; 3) promuovere l’accesso a internet delle istituzioni scolastiche del territorio; 4) introdurre tecnologia Voip, a favore di docenti e studenti.

Firma protocollo d'intesa tra Ministero PA e Università
dell'Aquila

A tutt’oggi, la struttura che ospita il corso di laurea in Scienze dell’Investigazione, è del tutto scadente, (se non inesistente), per quello che riguarda la disponibilità tecnologica a favore degli studenti e dei docenti; inoltre, questa insufficienza è aggravata dal fatto che non esistono, nella struttura di via Giovanni di Vincenzo, locali da dedicare allo studio o aule da dedicare all’informazione, che sia digitale o cartacea, per gli studenti. Le sedi della ex-optimes e di Coppito, in tal senso, sovrastano ancora di più una Sperimentazione Universitaria, che vive una precarietà economica e strutturale.
‘Il Polipo’, è favorevole ad un’estensione della rete wireless alle residenzialità studentesche; a patto che queste residenzialità esistano!, L’Università dell’Aquila, prevede di estendere la rete internet a tutte le sedi di ateneo, entro il 2012.
La ricostruzione dell’Aquila, colpita il 6 aprile 2009 dal sisma, deve ripartire necessariamente, anche e soprattutto, dalla ricostruzione dell’università; questa ricostruzione, ( la nostra ricostruzione), deve permettere agli studenti universitari di studiare, apprendere, conoscere, vivere, al pari dei loro colleghi che vivono nelle eccellenze. Gli studenti, come gli aquilani, oggi più che mai devono aver voglia di ricostruire l’ Aquila attraverso il loro futuro. Lo devono fare ribadendo attraverso la partecipazione, il loro diritto di cittadinanza e non di elemosina.

                                                                                                                    lorenzo p.

05/04/11

il Polipo e Giampaolo Giuliani...un'intervista sul mondo accademico e scientifico


IL POLIPO: Quando Bendandi presentò i suoi studi al mondo
accademico, questo li rigettò.Uno dei maggiori motivi di questo attegiamento  era che Bendandi non aveva titolo cartaceo per poter presentare un lavoro del genere. Oggi il mondo accademico e scientifico si é aperto a queste iniziative o cerca adesso come al tempo di  Bendandi di racchiudersi in se stesso?
GIULIANI: Raffaele Bendandi dopo aver raggiunto una indiscussa conoscenza scientifica nel campo dell'astronomia e dato prova attraverso alcune previsioni di essere in grado di prevedere eventi disastrosi, ricevette dal governo italiano una sorta di cavalierato per meriti scientifici. Questo gli avrebbe garantito all'età della pensione un discreto vitalizio. Il mondo scientifico accademico dell'epoca, in particolare quello legato alla geofisica, si risentì particolarmente e motivando che le sue previsioni mancavano di elementi essenziali, rispetto alle caratteristiche degli eventi, come una precisa localizzazione degli epicentri, (Bendandi dava un raggio di possibile rilascio di qualche centinaia di km, e la finestra temporale, in alcuni casi si era verificata oltre le 24 ore, fino a 2 giorni, richiesero al governo di ritirare il cavalierato e di impedirgli di rendere pubbliche le sus previsioni. La motivazione di tale decisione fu addotta al fatto che, se il sismologo avesse previsto un forte evento, la psicosi creata dalla notizia sulla catastrofe annunciata avrebbe creato un tale panico da produrre più vittime di quante il terremoto stesso ne avrebbe fatto. Il mondo accademico fu accontentato e la minaccia ventilata allo scienziato fu l'arresto immediato o addirittura l'esilio, se fosse stato scoperto a fare previsioni. Per un periodo smise di predire, poi decise di chiudere in busta le previsioni ed affidarle ad un notaio che le avrebbe rese pubbliche, solo ad evento avvenuto. Non ci fu mai un ripensamento, anzi, il mondo accademico sentenziò, che a nussuno dovesse essere consentito portare avanti ricerche, fuori dai canoni ufficialmente riconosciuti. Per cui anche in età avanzata e prossimo alla fine, lasciarono che morisse solo, sconosciuto ai più e che portasse alla tomba le sue conquiste. Questo atteggiamento lo costrinse a far sì che nessuno degli scienziati che lo avevano così oltraggiato, potessero verificare mai le sue teorie. Né il mondo accademico fino ad oggi ha ritenuto mai di andare a controllare la veridicità o meno delle sue ricerche. In tempi più moderni, fino ai nostri giorni, chi avrebbe dovuto permettere uno studio su tutti gli elementi chimici e fisici che avrebbero potuto portare nuove informazioni sulle cause che producono i terremoti, non lo ha mai fatto, ritenendo scontato in partenza il concetto che il terremoto non si sarebbe mai potuto prevedere e pertanto era inutile sprecare i fondi della ricerca.

IL POLIPO: Quanto é importante affrontare i temi della necessità di una cultura della prevenzione e del rischio a livello accademico e quanto pensa che gli istituti pubblici e privati aiutino questi dibattiti a livello universitario?
GIULIANI: In alcuni stati si da una grande importanza alla ricerca d'avanguardia o di confine, addirittura alla fantascienza. Permettere alla fantasia dell'uomo libero, al suo ingegno, allo spirito intraprendente che possiede di dare risposte a quesiti a volte irrazionali ed incredibili, la storia ce lo ha insegnato tante volte, è l'unico modo che ha l'uomo di ottenere grandi salti di qualità nelle sue conoscienze. Nella storia della conoscienza si sono dovuti attendere periodi di 300 e 400 anni per rispondere a quesiti e dubbi scientifici che avrebbero migliorato la vita dell'uomo. Giusto i periodi di nascita di uomini le cui intuizioni hanno favorito di colmare quei ritardi e quei vuoti della conoscienza su fenomeni che ritenuti inspiegabili, si attribuivano al solo volere divino. Dove più degli ambienti accademici sarebbe possibile abbattere questi muri ciclopici che oscurano la visuale? L'industria, l'Università, le associazioni culturali, i dibattiti, i confronti, la sperimentazione, il libero dialogo, gli istituti pubblici e privati, sono il veicolo del virus della conoscienza. Tutto ciò non sarà mai possibile ottenerlo fintanto che ci saranno uomini che confonderanno la politica con la cultura, fintanto che esisteranno uomini che assoggetteranno la mente di uomini liberi alle loro esigenze personali.

Ecco. Spero di aver risposto in minima parte alle richieste. Volevo anche fare i complimenti per l'articolo uscito sulla rivista "Il Polipo" . Fintanto che ci saranno persone che sprecano il loro tempo per portare una informazione vera, non di parte, non soggettiva, in pasto alla popolazione, potremmo essere tranquilli che l'uomo non incorrererà mai nella sua estinzione.
Grazie infinite a tutti voi per l'opportunità che mi avete concesso: di non sentirmi mai solo.

Giampaolo.

Domande poste da lorenzo p., intervista realizzata grazie all'intermediazione del prof. Angelo De Nicola.





16/12/10

SCIENZE DELL’INVESTIGAZIONE…RISORSA?

Dopo la richiesta di una rete digitale che supporti gli studenti del corso di laurea torno a…

L’AQUILA: Il giorno 1 dicembre 2010 alle ore 13,30 si è riunito il consiglio di corso di studi in Scienze dell’Investigazione.
Le problematiche sono tante, le lamentele degli studenti molte; il malessere della strattura fisica e mentale del corso sempre più forte. Sicuramente il terremoto ha influito parecchio sul progetto pionieristico; ma come giustamente afferma il professor Angelo De Nicola "Il terremoto rischia di diventare soltanto un alibi. Il corso di Scienze dell’investigazione era infatti ‘terremotato’ prima del 6 aprile". E in risposta alle richieste di intervento la facoltà di scienze della formazione ed in particolare il corso di laura in scienze dell’investigazione si sentono rispondere  "arrangiatevi".
E’ evidente, che senza una adeguata struttura organizzativa, ( il corso di laurea, non può più nemmeno permettersi di tener sufficientemente aggiornato il sito internet www.scienzeinvestigazione.it), il corso rischia di fermarsi e cosa più importante, rischia di fermarsi quel progetto pionieristico, che vuole rispondere alla richiesta di sicurezza e di corretta pratica nell’investigazione che tutto il mondo richiede.
Sicuramente, l’ultimo anno accademico, è stato quello in cui le iscrizioni sono raddoppiate; e se sono raddoppiate, dove finiscono questi introiti? E’ arrivato il momento che le Autorità Accademiche rispondano a questa domanda, ma in particolare ad una: il Corso di laurea in Scienze dell’Investigazione è considerata una risorsa strategica per l’Università degli Studi dell’Aquila oppure no? Si dovrebbe rispondere a questa domanda, prima di imporre al corso di sbrogliarsi la situazione come fanno le facoltà di medicina o lettere che hanno organici totalmente differenti. E’ nell’interesse degli studenti del corso e perché no delle persone che si sacrificano ogni giorno per un andamento sufficientemente corretto della giornata nella sede, avere risposte a queste domande.
                                                                                                                              lorenzo p.

MAGGIORI INFORMAZIONI:
ESTRATTO VERBALE CONSIGLIO
REPORT WI-FI UNIVERSITA'

26/11/10

mariastella sveglia!



Avete presente Winston Smith? Il protagonista del capolavoro di Orwell “1984”? Ecco, proprio lui mi è venuto in mente guardando per la seconda volta l’ultimo video postato da Mariastella Gelmini sul suo canale Youtube. Il povero Winston è l’incaricato, all’interno di quel contesto di morte della democrazia descritto da Orwell in cui è il Partito a decidere della sorte dell’intera umanità, ad una silenziosa ma essenziale opera di “restauro” della verità attraverso la modifica di libri e articoli di giornali scomodi al regime del BIG BROTHER(dicesi più semplicemente censura). Winston in realtà è un aspirante ribelle e mal si adatta alle coercizioni del Partito. Allo stesso modo la povera Mariastella sembra recitare (direi piuttosto discretamente) una parte dettata dal Grande Fratello di turno (vedi  Tremonti) e sembra allo stesso tempo digerire male decisioni proveniente da ranghi superiori (“con la cultura non si mangia!”) e di contro non avere la forza di opporvisi. La conseguenza più ovvia per la ministra è l’adattamento servile ai dettami del “razionalizzatore” Tremonti. Guardando il video si direbbe che alla lunga si sia auto convinta della cavolate che le sono state ripetute e che ora ripete meccanicamente. “Non fatevi strumentalizzare  dai baroni e dai centri sociali”!? Ma di che parla la ministra?! Innanzitutto non vedo perché una realtà positiva come quella dei centri sociali non debba partecipare ad una protesta cosi importante come quella di questi giorni (che siano forse cittadini di serie B?) e poi i baroni perche mai dovrebbero protestare contro una riforma(?)che si mostrerebbe come un bel regalo di Natale? Forse annullare i poteri di un organo di autogoverno come il senato accademico e di fatto privatizzare gli atenei dando più peso ai cda infestati da massoni e industriali significa favorire il cosiddetto status quo e quindi i baroni?!
Konrad Lorenz, fondatore dell’etologia (sarà un caso?) affermava che quattro sono i fattori che potrebbero migliorare il futuro dell’umanità: l’amore, una fortunata selezione naturale, la conoscenza e l’autoironia; tralasciando i primi due potremmo ipotizzare che la nostra Mariastella assecondando il buon vecchio Konrad potrebbe, se non migliorare l’umanità, almeno non consolidare quello che lei stessa chiama con disprezzo (?) STATUS QUO.
                                                                               
                                                                                             Gianluca D’Amico

UNA GIORNATA COLMA DI "REATI"

ROMA: Incontro traboccante di argomenti per i partecipanti al seminario di “Stalking-violenza sessuale-omicidio” organizzato dalla CESCRIN a Roma, precisamente in zona Prati sabato 20 Novembre.

Nonostante la giornata fosse piovosa, nell’aula Bacciarini il clima era tutta un’altra cosa, colma di studiosi, relatori e studenti della facoltà di Scienze dell’Investigazione dell’Aquila.
I lavori sono iniziati con l’intervento del dott. Lavorino, che si è occupato dell’introduzione della Triade del seminario, facendo un’ampia panoramica dei temi che sarebbero poi stati trattati nel corso di tutta la giornata.
Dello Stalking si è invece occupato lo psicologo e psicoterapeuta dott. Lattanzi, coinvolgendo tutti i presenti chiedendo alla platea opinioni e interrogandola circa i significati che a priori dava a questa parola. Interessante la definizione di questo fenomeno come “trasversale”, in quanto comprendente tutte le fasce d’età.
Il dott. Nestola ha poi preso la parola continuando su questa linea, analizzando però il fenomeno sotto un altro aspetto, meno conosciuto: lo Stalking al femminile. Seppur meno diffuso, in alcuni paesi, specialmente negli U.S.A., questo è oggetto di numerosi studi ed è doveroso che anche da noi se ne diffonda la conoscenza.
Dopo la pausa pranzo, il dott. Compagni ha invece proseguito con alcune della patologie più importanti da trattare. Il delirio, idea o insieme di idee che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà, è forse uno dei più conosciuti, da dividere a sua volte in lucido e confuso a seconda della consapevolezza di avere allucinazioni vere oppure immaginarie. Il Disturbo Borderline di personalità è stato il successivo ad essere analizzato, prettamente associato alla tipologia di Stalker femminili. A cavallo tra nevrosi e psicosi,( risposte eccessive o distorte ad uno stimolo ) la sindrome consiste in forme di instabilità gravi, sessualità promiscua, sbalzi d’umore e paura dell’abbandono; dalle volte da parallucinazioni, ovvero l’individuo è cosciente di averle solo immaginate. In conclusione il dottore ha anche messo in evidenza un vecchio caso di Omicidio, precisamente il “caso della squartatrice di Teramo” del 1952, per focalizzarne insieme i dettagli.
A proposito dello Stalking su Internet ha poi conferito il C.T. Pitzianti, affermando che il fenomeno ha anch’esso valenza giuridica dal 25 Febbraio 2009. Sono stati approfonditi due tipi di stalking telematici, lo Spoofing e lo Spy-Phone, tecniche attraverso le quali l’Offender può introdursi nel cellulare della persona “spiata” per ascoltare tutte le sue telefonate e ricevere i suoi sms.
Giunti ormai al termine, è intervenuto nuovamente il dott. Lavorino per parlare del reato di omicidio a sfondo sessuale e delle sue tipologie classificate nel CCM, ovvero il Crime Classification Manual. Il Prof. Sidoti, presidente del corso di laurea in Scienze dell’Investigazione dell’Aquila, ha infine concluso la sessione ripercorrendo le tematiche trattate dando un taglio più sociologico, così da completare il quadro d’insieme in ogni suo aspetto.

                                                                                                                                        Sara S.

per maggiori info su altri seminari: CESCRIN

25/11/10

COME SI VEDE LA MANIFESTAZIONE??

Per una ricostruzione vera, democratica e trasparente. Questo lo spirito della manifestazione tenutasi all’Aquila il 20 novembre 2010. Inoltre, durante la manifestazione sono state raccolte firme per la presentazione di una legge popolare, utile ad una ricostruzione certa.
Ho raccolto gli articoli di varie testate giornalistiche nazionali, per capire il modo in cui viene affrontata una manifestazione, fatta da cittadini che hanno voglia di ricostruire la loro città. Le testate prese in considerazione sono: CORRIERE, MANIFESTO, UNITA’, GIORNALE, LIBERO, STAMPA, REPUBBLICA, MESSAGGERO. Le date prese in considerazione vanno dal 15 al 24 novembre 2010.

MESSAGGERO
MANIFESTO
MANIFESTO
CORRIERE
 
                                                                                                                       lorenzo p.

18/11/10

UN INCONTRO SUL TERRORISMO CHE VERRA’ ULTIMATO ED INIZIATO IL 1 DICEMBRE 2010

Stragi e anni di piombo,ne parla Antonella Colonna Vilasi nel suo ultimo libro “IL TERRORISMO”

Il giorno 17 novembre 2010, presso la sede del corso di laurea in scienze dell’investigazione all'Aquila, durante la lezione di criminologia presieduta dal presidente del corso di laurea Francesco Sidoti, ha introdotto il suo ultimo libro Antonella Colonna Vilasi. “IL TERRORISMO”, questo il titolo del libro, presentato per la prima volta all’Aquila, descrive le vicende giudiziarie più importanti dei cosiddetti anni di piombo; viene suddiviso dall’autrice in tre capitoli: il primo dedicato alla strategia della tensione, il secondo all’eversione rossa, il terzo allo spontaneismo armato. Questo libro, rappresenta la parte di un progetto denominato “banca dati della memoria” che avrà il suo termine il 9 maggio, giornata nazionale delle vittime di stragi e terrorismo. La saggista, ripercorre alcune delle stragi più importanti partendo proprio dalla sentenza del 16 novembre 2010 sulla strage di Piazza della Loggia (Brescia 28 maggio 1974), evidenziando come dopo 150 udienze, migliaia di testimoni, imputati, questi, sono stati tutti prosciolti, tra loro, il generale dei carabinieri Francesco Delfino, l’ex deputato Rauti, il collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte, due figure chiave di ”ordine nuovo” Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi attualmente in Giappone, proprietario di un ristorante e con la ferrari parcheggiata fuori da questo. Si fa riferimento alla strage di Bologna, avente come caratteristica principale la variazione di tesi seguita dal presidente emerito della Repubblica Fracesco Cossiga che, prima sostenne la tesi della strage nera e poi quella del trasporto bellico palestinese che deflagrò inesorabilamente. Antonella Colonna Vilasi, parla poi della 'madre di tutte le stragi ', Piazza Fontana, di cui tutti i testimoni sono morti e, i parenti delle vittime sono stati costretti a pagare tutte le spese processuali; si fa riferimento anche a Sergio Calore,sovversivo di estrema destra, il quale fece scoprire le trame di “ordine nuovo” e venne successivamente ucciso da colpi d’ascia. Si parla anche della morte di Aldo Moro, facendo riferimento a un libro scritto da Ferdinando Imposimato dal titolo “Moro doveva morire”.
Nel mio libro, dice la scrittrice, 'si parla di massoneria deviata, di rosa dei venti, di P2 ', si racconta un 'periodo denso di eventi e di attori '. Per affrontare al meglio queste tematiche e questi eventi, l’autrice ha avuto bisogno di utilizzare freddezza e distacco, perché è solo così che si riesce a realizzare una trattazione reale dei fatti. Questo, è un libro adottato in molti licei, è un libro che gira moltissimo, è un libro che parla di eventi di cui ancora non si conosce molto.
Per info sull'autrice: ANTONELLA COLONNA VILASI
                                                                                                                                      lorenzo p.

09/11/10

Giovani e giornalismo: l'opinione di Mentana

"FAME INCONTENIBILE DI SAPERE", solo con queste parole basterebbero a riassumere il discorso tenuto dinanzi ad una numerosa platea di universitari aquilani, dal nuovo direttore del tg de La7 Enrico Mentana. Affacciarsi al mondo giornalistico per un giovane, al giorno d'oggi è difficilissimo, aggiunge Mentana, in un mondo dove oramai la carta stampata è stata superata nettamente dalla televisione, e da internet. Il giornalista di oggi deve sapersi districare in questa nuova giungla mediatica, deve sapersi aggiornare continuamente, ma il giornalista alle prime armi non deve commettere l'errore di perdere il suo istinto, la sua curiosità. In un mondo dove la sterilità di sentimenti e pulsioni si sta allargando, il giornalista non deve perdere la passione per questo lavoro, e deve guardare al di la della siepe, che cela un mondo in continuo fermento. Il mestiere di giornalista non si impara solo con la teoria, ma al 90% con la pratica con il continuo lavoro e la continua devozione alla propria passione, serve avere una "faccia di bronzo", afferma il direttore. Interviene al convegno anche l'amministratore delegato di Telecom Media, Giovanni Stella, facendo un quadro della situazione della sua rete di ciò che era di ciò che è e di quello che sarà, affermando anche che i programmi di informazione ad esempio l'Infedele oppure gli stessi tg, hanno un costo minore all'interno delle televisioni rispetto ad altre tipologie di programmi. Mentana ha risposto poi ad alcune domande della platea, tra le quali, la sua opinione sui media riguardo il terremoto e la gestione post sisma, e da dove è nata la sua passione per il giornalismo. Il direttore ha affermato che l'attenzione dei media sulla tragedia del sisma è stata molto forte, i media si sono mobilitati nel bene o nel male, hanno riportato la realtà aquilana. La città secondo Mentana ne uscirà a testa alta e sempre più forte, ma deve essere sostenuta da basi solide e da progetti concreti. Riguardo la sua vocazione al giornalismo, risponde che le sue radici sono quelle de l68  e di tutti quei movimenti culturali che hanno movimentato l'Italia negli anni passati. Il giornalismo è una passione, e tale deve rimanere, afferma che è importante formare e portare avanti un proprio profilo riportando i fatti nelle varie sfaccettature, poichè non esiste una verità assoluta ma varie sfaccettature. Bisogna infine, esercitare il proprio spirito critico. I giovani giornalisti dovrebbero apprendere e approfondire questi consigli. Grazie Dirretore
                                                                                                       Lorenzo La Rocca

Servizi e Cultura?? no!.....Protesta!!!

Si potrebbe partire da questi dati, pronunciati da Roberto Saviano e Fabio Fazio nel programma assai discusso ancor prima che cominciasse, per descrivere la situazione in cui versa ormai da tempo la cultura e la formazione italiana.
Proprio questo disinteresse da parte del governo 2008/2010, porterà le università italiane ed i loro membri a scendere in piazza il 17 novembre 2010 (giornata internazionale degli studenti) FLC CGIL GIORNATA INTERNAZIONALE STUDENTI.
Si manifesterà anche all’Aquila dove, i tagli esponenziali del governo, toccano le ferite ancora fresche procurate dalle imprudenze e scarse professionalità le quali, ancora oggi non hanno nomi e cognomi.
Nella situazione in cui i tagli sono trasversali, l’università aquilana vive una condizione di precarietà a livello economico, occupazionale, professionale e logistico. A tal proposito, l’UDU, organizza per mercoledì 10 novembre 2010 un sit-in di protesta presso le mense vicino al Polo di Coppito ed ex-Optimes. Chiederà che, dopo la chiusura del 15 luglio 2010 <<per motivi igienici>> delle stesse su provvedimento ASL e, dopo le molte sollecitazioni a Regione, Provincia,Comune, Protezione Civile e Adsu, un ripristino dell’attività delle mense in luoghi appositamente dedicati agli studenti. UDU MENSE
Questi eventi, stanno ad indicare una situazione in cui è sempre più evidente lo strappo tra istituzioni e cittadini. Che chiedono il loro diritto di cittadinanza nel mondo che gli spetta e non di sudditanza. La ricostruzione aquilana, oggi più che mai, ha bisogno di regole certe e persone serie e professionali.
Una vera ricostruzione non può prescindere da una vera organizzazione, che permetta agli studenti universitari di voler continuare a far parte dell’università aquilana.
RASSEGNA STAMPA:


                                                                                                                          Lorenzo p.

25/10/10

Sarah Scazzi, il mistero non ancora svelato.

Avetrana(TA). La tragica fine di Sarah Scazzi, 15 anni, la cui scomparsa è stata denunciata il 26 agosto ed il cui cadavere è stato trovato il 6 ottobre grazie alla confessione dello zio Michele Misseri dopo pressanti ore di interrogatorio, ancora sconvolge la cittadina in provincia di Taranto.
La confessione di Misseri, accompagnata da continue variazioni, non ha posto fine alle indagini sull’omicidio, ma le ha condotte ad una nuova ipotesi: l’esistenza di un complice. Sabrina Misseri, la seconda figlia, è stata anch’essa arrestata con l’accusa di sequestro di persona e omicidio volontario in concorso. Infatti i pubblici ministeri della procura di Taranto, titolari dell’inchiesta, date le innegabili contraddizioni, sostengono che la ragazza abbia avuto un ruolo cruciale nel delitto.
Le accuse di Michele Misseri non portano a nessuna confessione della figlia, che anzi continua a dichiarare fermamente la sua innocenza, chiedendo addirittura di voler essere guardata dritto negli occhi dal padre mentre la incolpa. Molti i passaggi che ancora oggi sono poco chiari a causa delle continue incoerenze e negazioni di Sabrina: l’arrivo dell’amica Mariangela quella mattina, che dichiara di averla trovata non sulla veranda come da lei dichiarato, ma già in strada e
« inusualmente agitata »; e la dichiarazione del padre che afferma di averla vista correre fuori dal garage non appena Sarah era crollata a terra per raggiungere l’amica in arrivo. Sabrina si giustifica affermando di essersi agitata a causa della pressione e della fretta dell’amica per andare da Sarah e di non essere affatto una bugiarda, scaricando ancora una volta le colpe solo sul padre. Un’altra questione ancora sospetta è quella della sim card di Sarah, della quale si sospetta fossero tutti a conoscenza in famiglia, ma della quale tutti hanno taciuto, compresa mamma Cosima.
Ancora non è chiaro quale possa essere stato il possibile movente di Sabrina per l’omicidio della cugina, ma gli inquirenti credono a causa della gelosia per un loro amico, Ivano Russo. Le due cugine si è scoperto fossero solite litigare spesso a causa del ragazzo, persino la sera prima dell’omicidio in una birreria insieme agli altri amici. Il giovane quella sera pare che coccolò molto Sarah e Sabrina sembra non abbia accettato quell’eccesso di attenzioni nei confronti della cugina.
Queste sono purtroppo ancora solo supposizioni, poiché il caso di Sarah Scazzi rimane ancora parzialmente irrisolto e soprattutto ancora un mistero.


                                                                                                                               Sara S.

19/10/10

SARAH SCAZZI........DIGITALE 1 – CARTA STAMPATA 0

L’ era digitale prende il sopravvento su una carta stampata che non sta al passo con il delitto.

Riporta Saverio Fortunato in uno dei suoi scritti che la società moderna sta vivendo una transizione dall’era industriale all’era digitale. E, che nell’era digitale l’”apparire” prende il posto dell’”avere”. Accade così, ‘che in ogni delitto o crimine, che suscita terrore ed angoscia nella massa degli “spettatori solitari”, i mass media si precipitano sul caso’…..e ancora; ‘la spettacolarizzazione della giustizia, sotto i riflettori del cinema della vita, ha inizio’.

Sono di questi ultimi giorni, le vicende investigative di Sarah Scazzi. Verrebbe da pensare, che la spettacolarizzazione anche in questo caso, ha avuto inizio e, molto probabilmente, non avrà fine almeno fino all’avvento di un altro caso di pari suscettibilità individuale e quindi sociale.
Tuttavia, in questo caso, l’era digitale (in riferimento a mass-media televisivi o interattivi), ha fatto un passo in avanti rispetto all’era industriale (in riferimento alla carta stampata).
In ogni precedente caso, i mass-media hanno cominciato a coccolare, inseguire, alimentare il mito o a distruggerlo, solo dopo svolte criminali o investigative; questo, invece, è un caso in cui è stata espressa indirettamente la paternità dei fatti accaduti da parte della tv.
Infatti, la svolta investigativa di questa vicenda, è stata appresa in una diretta televisiva, a cui partecipavano protagonisti importanti della storia, proprio nel luogo in cui il delitto venne commesso. Questa, è una vicenda che immerge ancora di più la nostra società, in un’era dove la digitalizzazione dell’informazione, della disinformazione e delle emozioni fa da padrona.

                                                                                  lorenzo p.

Per approfondimenti:
IL PUBBLICO DELLA GIUSTIZIA-SPETTACOLO

25/08/10

C'ERANO INCHIESTE..........NON CI SONO INCHIESTE.......

Grande giornalismo, indifferente a poteri politici ed economici, giornalismo da giornalisti.
Stoccolma 28 febbraio 1986, ore 23.30: il primo ministro svedese Olof Palme esce insieme alla moglie Lisbet da un cinema quando viene raggiunto da un uomo, giacca a vento, pantaloni scuri e berretto con paraorecchie che spara due colpi alla schiena del primo ministro svedese, uccidendolo. Palme aveva da poco compiuto 59 anni. Eletto per la prima volta in Parlamento nel 1957 divenne primo ministro nel 1969, quando si fece notare per le sue pesanti critiche alla politica estera statunitense, Rieletto primo ministro nel 1982 divenne famoso in tutto il mondo per le sue politiche pacifiste e antirazziste.


Oggi, a ventiquattro anni dall’omicidio il colpevole non è stato ancora individuato. Inizialmente venne seguita la pista neonazista, poi venne arrestato, processato ed assolto un pregiudicato alcolizzato, Christer Petterson, e tra gli indagati finì anche un ispettore della polizia criminale di Stoccolma. Poi il colpo di scena, ad aprile del 1990 il quotidiano svedese “Dagens Nyheter” scrisse che Il Gran Maestro della loggia P2 Licio Gelli avrebbe spedito, tre giorni prima dell’assassinio, questo telegramma a un agente Cia: “dite al vostro amico che l’albero svedese sarà abbattuto”.


La commissione d’inchiesta svedese affermò che la notizia era di estrema rilevanza, mentre il giornalista della Tg1 Ennio Remondino si gettò sulla notizia compiendo un’inchiesta che mandò a soqquadro la Rai, il mondo politico e la sua carriera giornalistica. Fu la famosa intervista all’ex agente Cia Dick Brenneke. Questi, oltre a confermare il telegramma, dichiarò che la Cia finanziava la P2 per contrabbandare armi e droga e per destabilizzare il paese. Licio Gelli denunciò la Rai, Francesco Cossiga allora presidente della Repubblica scrisse una lettera di fuoco al presidente del Consiglio Giulio Andreotti, il direttore del TG1 Nuccio Fava fu licenziato mentre Ennio Remondino incominciò il suo peregrinare per le varie sedi estere della Rai. L’ennesimo polverone fece sì che molti si dimenticassero dell’omicidio Palme, le cui indagini prima seguirono la pista curda (lanciata dal Kgb) e poi, nel 1996, la più sostanziosa pista sudafricana.


Durante una seduta della “Commissione per la verità e la giustizia” un ex funzionario della polizia sudafricana, Eugene de Kock, sostenne che Craig Williamson, agente dello spionaggio del suo paese avrebbe ucciso Palme all’interno dell’”operation Longreach” per punire il primo ministro per la sua pubblica battaglia antiapartheid. Cinque anni dopo, Petterson sapendo di non poter essere processato due volte per lo stesso reato, confessò di aver ucciso Palme. Ma erano le parole di un alcolizzato. La verità non la si conosce ancora.
FONTE: http://www.loggiap2.com/omicidio_olofpalme.htm


QUESTA, L'INCHIESTA DEL TG1 RIPORTATA DA RAI NEWS 24.





                                                                                                                 Lorenzo p.

12/07/10

INVESTIGATORE PRIVATO DI ULTIMA GENERAZIONE

Mercoledì su Current Tv-Vanguard

Un viaggio nel mondo dell'investigazione privata: tra realtà e fantasia, un mondo a parte.

La nostra vita è totalmente monitorata, spiata, seguita: ogni passo, ogni azione è registrata nella quotidianità della giornata.
In Italia il business dell’investigazione è fiorente, ricco aumenta vertiginosamente i propri bilanci. Che cosa si nasconde dietro questo fenomeno sempre piu’ sociale? Non ci si fida piu’ del proprio partner, del socio o si ha paura della precarietà della vita? A partire dal 14 Luglio alle 21:10.


Fonti: http://video.corriere.it/?vxChannel=Dall%20Italia&vxClipId=2524_550ba038-8bff-11df-9aa1-00144f02aabe

http://current.com/groups/promotion/92533320_agenzie-investigative-promo.htm


05/07/10

QUALE WI – FUTURO?

Una delle principali problematiche che affligge l’ Università italiana, è la diffusione del wireless nelle sue strutture. A risentire di questa carenza, sono maggiormente le università del mezzogiorno. Sulla base di un’indagine condotta nel 2008 dal CRUI ( Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), si evince che, “le università del nord-ovest , riportano una maggiore disponibilità di accessi wireless alla rete rispetto ad altre aree del paese; le università del mezzogiorno, hanno una minore diffusione di questi servizi”. Il 45,5 % degli atenei del centro e, il 57,9 % del sud, hanno copertura wireless in meno della metà delle loro strutture. Nello stesso studio, si segnalano aule e biblioteche, come punti strategici per l’implemento del wireless ( il 70% delle università ha sollevato queste priorità).
La maggior parte delle università, ha disponibilità digitale di materiale di supporto didattico e amministrativo, mentre, le soluzioni meno frequentate dalle stesse sono: “la predisposizione di insegnamenti on-line, sostitutivi della didattica in frequenza e, la possibilità per gli studenti di interagire telematicamente con i docenti” (rispettivamente il 46 ed il 52 per cento delle università, erogano questi servizi). La maggior parte degli atenei, ha fondi insufficienti per investire sul wireless (circa il 66% denuncia la mancanza di fondi).
Il 23 luglio 2009, il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta e, il Rettore dell’università degli studi dell’Aquila Ferdinando Di Orio, hanno firmato un protocollo d’intesa, “per avviare un rapporto di collaborazione volto alla realizzazione del progetto ‘UNIVERSITA’ DIGITALE’ ”. L’intesa, ha quattro obiettivi: 1) adottare tecnologie wireless, per il potenziamento di coperture internet dell’intera area dell’ateneo; 2) estendere tale copertura alle residenzialità studentesche; 3) promuovere l’accesso a internet delle istituzioni scolastiche del territorio; 4) introdurre tecnologia Voip, a favore di docenti e studenti.
A tutt’oggi, la struttura che ospita il corso di laurea in Scienze dell’Investigazione, è del tutto scadente, (se non inesistente), per quello che riguarda la disponibilità tecnologica a favore degli studenti e dei docenti; inoltre, questa insufficienza è aggravata dal fatto che non esistono, nella struttura di via Giovanni di Vincenzo, locali da dedicare allo studio o aule da dedicare all’informazione, che sia digitale o cartacea, per gli studenti. Le sedi della ex-optimes e di Coppito, in tal senso, sovrastano ancora di più una Sperimentazione Universitaria, che vive una precarietà economica e strutturale.
‘Il Polipo’, è favorevole ad un’estensione della rete wireless alle residenzialità studentesche; a patto che queste residenzialità esistano!, L’Università dell’Aquila, prevede di estendere la rete internet a tutte le sedi di ateneo, entro il 2012.
La ricostruzione dell’Aquila, colpita il 6 aprile 2009 dal sisma, deve ripartire necessariamente, anche e soprattutto, dalla ricostruzione dell’università; questa ricostruzione, ( la nostra ricostruzione), deve permettere agli studenti universitari di studiare, apprendere, conoscere, vivere, al pari dei loro colleghi che vivono nelle eccellenze. Gli studenti, come gli aquilani, oggi più che mai devono aver voglia di ricostruire l’ Aquila attraverso il loro futuro. Lo devono fare ribadendo attraverso la partecipazione, il loro diritto di cittadinanza e non di elemosina.

                                                                                                                                   lorenzo p.

18/06/10

IL POLIPO DOMANDA ALL’INVESTIGATION DAY….

1.Alla luce della notizia d’inchiesta sulla ‘commissione grandi rischi’, molti professionisti dell’informazione e non, sono caduti dalle nuvole apprendendola, mentre noi, all’Aquila, conosciamo abbastanza bene questo problema. Questa inconsapevolezza, può essere attribuita ad una mal informazione nazionale? La stampa nazionale si è adeguata al ‘tutto va bene’?  (RIMANDO ALL'ARTICOLO 'ma la stampa no'')
2.Che ne pensa del Polipo, giornalino nato nell’ambito del corso di laurea in scienze dell’investigazione? Quale ruolo può avere un giornalino nella ricostruzione del tessuto sociale aquilano?
Di seguito, il video delle domande con relative risposte

                                                 

17/06/10

IL POLIPO RISPONDE AL LETTORE

Ciao, ti ringrazio per essere intervenuto sul nostro gruppo di facebook 'il Polipo'.
E' grazie ad interventi come il tuo, che questo giornalino cresce ogni giorno; è grazie a questi stimoli, che ‘il Polipo’, fa sempre più esperienze e diventa sempre più curioso. Una delle prime cose che abbiamo appreso noi de ‘il Polipo’, è che l’obiettività in realtà non esiste. Esistono le storie, raccontate più o meno pacatamente; esistono le persone, che raccontano in buona o cattiva fede. Noi de ‘il Polipo’, non abbiamo la presunzione di raccontare la verità, anche perché sappiamo che quest’ultima è ben lontana da qualsiasi forma di ricerca; noi de ‘il Polipo’, raccogliamo informazioni, creiamo informazioni, valutiamo informazioni sulla base di una realtà: la verità non è in mano di nessuno (se non in mano a persone a cui accadono o che compiono determinati fatti); non essendo la verità in mano a nessuno, cerchiamo di raccogliere prove che ci facciano avvicinare il più possibile a quest’ultima . Quindi, raccogliamo qualsiasi informazione che possa essere utile a comporre un mosaico, la cui componente per noi deve essere necessariamente una componente negativa; anche una piccola componente, che non va come dovrebbe andare, è importantissima, infatti per ogni caratteristica negativa, c’è una persona o un gruppo di persone che ne subisce l’inadeguatezza. Questo, non vuole essere (nel suo piccolo), un mezzo per difendere i più deboli, non vuole essere un mezzo per difendere i più forti, non vuole essere un mezzo per difendere ‘il popolo delle carriole’, i giornali di sinistra o quelli di destra o quelli centristi; ‘il Polipo’, ha la presunzione (nel suo piccolo), di voler raccontare piccole negatività, che permettono a noi e chi ci legge, di fare un passo in avanti verso l’ombra della verità; il giornalino, vuole rappresentare un modello, in cui prevalga la volontà di ricostruire un diritto di cittadinanza, insieme collettivo ed individuale. Il potenziale di internet, è quello che ‘il Polipo’ sfrutterà maggiormente, ovviamente abbiamo in programma per i prossimi mesi, di trasformare questo blog in un sito internet ancora più completo e funzionale rispetto alle vostre esigenze. Stiamo raccogliendo anche informazioni ,sui servizi che offre la sede del corso di laurea in scienze dell’investigazione, rispetto alle altre sedi universitarie; sulle problematiche degli studenti fuori sede e altro ancora.



‘il Polipo’, ti ringrazia per aver posto queste affermazioni; sono proprio queste, che ci fanno crescere.


16/06/10

Criminalita': Alfano a New York per riunione Onu su organizzazioni transnazionali

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano e' negli Stati Uniti per partecipare alla riunione di alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul crimine organizzato transnazionale. Insieme a lui, il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Nel corso della visita e' prevista anche una commemorazione, presso il Palazzo dell'Onu, del giudice Giovanni Falcone.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Criminalita-Alfano-a-New-York-per-riunione-Onu-su-organizzazioni-transnazionali_544778895.html

         

15/06/10

GABRIELLI DIFENDE A SPADA TRATTA LA PROTEZIONE CIVILE

Lunedì 14 giugno 2010, si è tenuto presso la Guardia di Finanza di Coppito (L’Aquila), il terzo dei tre investigation days previsti. Quest’ultimo, è intitolato “ISTITUZIONI, COMUNICAZIONE EMERGENZA”; ha coordinato i lavori, Franco Gabrielli (vice Capo Dipartimento della Protezione Civile)
Gabrielli, difende fin da subito l’operato della macchina protezione civile; parla della comunicazione, impregnata di una problematica fondamentale, quella di una mancanza di conoscenza della realtà. Definisce “un’ aristocratico distacco”, il modo in cui, l’informazione, crea una propria rappresentazione della realtà, credendola perfetta. Parla di una comunicazione creata, a livello giornalistico e, cinematografico (evidente il riferimento a “DRAQUILA” di Sabina Guzzanti), basata sull’idea di protezione civile che, avrebbe anestetizzato, inquadrato, militarizzato, il territorio aquilano nei momenti posteriori al sisma del 6 aprile 2009; Gabrielli, si schiera apertamente contro queste rappresentazioni; difende a spada tratta, il lavoro dei 171 campi organizzati dalla protezione civile, nei momenti post terremoto; invoca l’ignoranza della legge, quando si sostiene che c’è stata una militarizzazione. Infine, impone uno sforzo di conoscenza, come strumento utile per la corretta espressione di un giudizio e, chiede all’informazione, di rispondere meno a logiche di parte, elaborando così, un corretto servizio per la collettività.

                                                                                                                                    lorenzo p.